Le misure del pene di A
Quando Bea ci mette alle strette l'imbarazzo è grande e vorresti che ti lasciasse legata al termosifone con le manette rubate a qualche carabiniere rimorchiato in un fast food. Invece Bea non ha mai rimorchiato carabinieri in un fast food. Figurarsi rubargli le manette quando l'hanno fermata sul pandino.
Ma c'è una donna in grado di sfidare l'autorità, il super-io e l'ordine divino. E sono io.
"Ok Bea, lo sai che il pene di A lo conosco da prima di te. Non ne rimpiango il portatore, ma come sai ambasciator non porta pena. Eppure di quel pene è difficile tacere. Ma se ciò di cui non si può parlare è meglio tacere, allora io non tacqui. E allore forse parlare si può senza penare."
Non furono esattamente queste le parole che rivolsi a Bea. Ma il mio filosofico balbettio un risultato lo ebbe.
Bea si rivolge a Cat e chiede: "Cosa cazzo sta dicendo questa troia?"
E CAT: "Ok Bea diciamocelo chiaramente, senza nulla togliere ai cazzi nostri: il pene di A è un cazzo di capolavoro."
Seguono secondi di silenzio. Secondi che diventano minuti. Sguardi che si accavallano e si scompongono. SILVIA che cerca di nascondersi dietro il fumo delle sue Gauloise Rosse. CAT che si nasconde dietro i suoi occhiali rosa fume. Io che inizio a fuggire attraverso ore, mesi, anni ed ere zoologiche sperando che Bea si dissolva in un passato ancora a venire. Il tempo che si dilata come nell'erezione di una transessuale ormonata. Alla fine il tempo sembra scomparire tanto che sono quasi tentata di chiedere a Bea della tecnica del radiocarbonio.
Ma Bea piomba nuovamente tra noi come una lattina di Pepsi Cola lanciata sui binari da un rapido Bari-Ancona.
"La cosa assurda è che l'ho misurato. Diciassette centimetri. Tredici di circonferenza. Tutto abbastanza normale direte voi. Il glande ne misura 5 precisi. Ora distendendo le misure dell'asta ed escludendo il glande abbiamo un quadrato perfetto. E questo potrebbe sembrare normale. Il problema è che distendendo il glande abbiamo un sezione aurea inversa. Cinque per tredici. Immagino che voi conosciate la progressione di Fibonacci. C'è qualcosa di geometricamente perfetto in quel pene, qualcosa di magico. Ho provato a misurarne tutte le dimensioni, ma non ne sono ancora venuta a capo. La verità è che adoro contemplarlo. Mi capita di svegliarmi la notte, abbassare il lenzuolo e rimanere sveglia due ore a guardarlo. Ci deve essere qualcosa e finché non lo scopro non ho alcuna intenzione di mollare."
A quel punto SIL, CAT e EVA guardano la loro amica sospese nell'incredulità.
"Oh ragazze, brutte zoccole! Io questa cosa non ve l'ho mai detta. E scordatevi di rivederlo"
Al che Silvia miagola: "Ma Bea, io veramente non l'ho mai visto..."
EVA
Quando Bea ci mette alle strette l'imbarazzo è grande e vorresti che ti lasciasse legata al termosifone con le manette rubate a qualche carabiniere rimorchiato in un fast food. Invece Bea non ha mai rimorchiato carabinieri in un fast food. Figurarsi rubargli le manette quando l'hanno fermata sul pandino.
Ma c'è una donna in grado di sfidare l'autorità, il super-io e l'ordine divino. E sono io.
"Ok Bea, lo sai che il pene di A lo conosco da prima di te. Non ne rimpiango il portatore, ma come sai ambasciator non porta pena. Eppure di quel pene è difficile tacere. Ma se ciò di cui non si può parlare è meglio tacere, allora io non tacqui. E allore forse parlare si può senza penare."
Non furono esattamente queste le parole che rivolsi a Bea. Ma il mio filosofico balbettio un risultato lo ebbe.
Bea si rivolge a Cat e chiede: "Cosa cazzo sta dicendo questa troia?"
E CAT: "Ok Bea diciamocelo chiaramente, senza nulla togliere ai cazzi nostri: il pene di A è un cazzo di capolavoro."
Seguono secondi di silenzio. Secondi che diventano minuti. Sguardi che si accavallano e si scompongono. SILVIA che cerca di nascondersi dietro il fumo delle sue Gauloise Rosse. CAT che si nasconde dietro i suoi occhiali rosa fume. Io che inizio a fuggire attraverso ore, mesi, anni ed ere zoologiche sperando che Bea si dissolva in un passato ancora a venire. Il tempo che si dilata come nell'erezione di una transessuale ormonata. Alla fine il tempo sembra scomparire tanto che sono quasi tentata di chiedere a Bea della tecnica del radiocarbonio.
Ma Bea piomba nuovamente tra noi come una lattina di Pepsi Cola lanciata sui binari da un rapido Bari-Ancona.
"La cosa assurda è che l'ho misurato. Diciassette centimetri. Tredici di circonferenza. Tutto abbastanza normale direte voi. Il glande ne misura 5 precisi. Ora distendendo le misure dell'asta ed escludendo il glande abbiamo un quadrato perfetto. E questo potrebbe sembrare normale. Il problema è che distendendo il glande abbiamo un sezione aurea inversa. Cinque per tredici. Immagino che voi conosciate la progressione di Fibonacci. C'è qualcosa di geometricamente perfetto in quel pene, qualcosa di magico. Ho provato a misurarne tutte le dimensioni, ma non ne sono ancora venuta a capo. La verità è che adoro contemplarlo. Mi capita di svegliarmi la notte, abbassare il lenzuolo e rimanere sveglia due ore a guardarlo. Ci deve essere qualcosa e finché non lo scopro non ho alcuna intenzione di mollare."
A quel punto SIL, CAT e EVA guardano la loro amica sospese nell'incredulità.
"Oh ragazze, brutte zoccole! Io questa cosa non ve l'ho mai detta. E scordatevi di rivederlo"
Al che Silvia miagola: "Ma Bea, io veramente non l'ho mai visto..."
EVA





