Inizio inizio
Questo blog inizia circa due mesi fa.
Con tre amiche quasi trentenni che si trovano a cena insieme e iniziano a parlare delle proprie storie sessuali.
Le tre amiche in questione sono Eva (che sarei io), Silvia e Caterina.
Fino a qui nulla di nuovo.
Immaginate un tavolo con una bottiglia di Morellino già vuota e un'altra a metà il cui livello sembra abbassarsi come se fosse colpa della forza di gravità.
Storie di scopate fallite, di eiaculatori precoci, di cazzi mosci, di "scusa è che il preservativo mi inibisce", di infaticabili stalloni, di quelli che ti spingono la testa in giù, di quelli che ci vuole mezz'ora a farglielo drizzare la prima volta e poi non si fermano più, di timidoni che si dimenticano di avere anche le mani, beh insomma le solite cose di donne che poi a un certo punto si arriva a parlare di misure.
E giù a fare i nomi dei microcefali, di quelli che quasi non ti accorgi quando sono dentro o quando sono fuori, di quando dici "spingi" e poi ti rendi conto che più di così non ce n'è, di quelli che una mano è troppo grande ma che sono fondamentali per la tua iniziazione ai rapporti anali. E poi il contrappasso. Silvia che racconta della sua esperienza con un superdotato orgogliosissimo: "Che quando l'ho visto ho pensato, e dove me lo metto questo?". E noi: "Ma grande quanto?". Immaginate Silvia che tira fuori una busta di cetrioli dal frigo, sceglie il più grosso, lo avvicina alla bocca per ricordare meglio e dice: "Ecco circa così!". E noi a ridere, a chiedere, a provare il cetriolo con la bocca e raccontare poi della nostra esperienza col più grosso che ci è capitato. Insomma elucubrazioni sul cazzo ideale finche Caterina non sbotta: "Posso dire una cosa?".
"Il cazzo di A era perfetto. Forma, misura, colore. Quando penso a un cazzo per masturbarmi, anche se non penso mai a lui, è l'immagine del suo cazzo che vedo. Perfetto". Con aria trasognata Caterina mi guarda in cerca di conferme. Anche Silvia si gira e mi guarda.
Un anno e mezzo di relazione con A. Un casino. Sono passati sei anni. Lo avevo quasi completamente dimenticato, recupero la memoria e faccio: "Merda! Era un capolavoro quel cazzo."
A quel punto Silvia inizia a fare domande per mezz'ora e tira fuori tutti i cetrioli dalla busta...
Niente da fare, nulla a che vedere.
EVA
Questo blog inizia circa due mesi fa.
Con tre amiche quasi trentenni che si trovano a cena insieme e iniziano a parlare delle proprie storie sessuali.
Le tre amiche in questione sono Eva (che sarei io), Silvia e Caterina.
Fino a qui nulla di nuovo.
Immaginate un tavolo con una bottiglia di Morellino già vuota e un'altra a metà il cui livello sembra abbassarsi come se fosse colpa della forza di gravità.
Storie di scopate fallite, di eiaculatori precoci, di cazzi mosci, di "scusa è che il preservativo mi inibisce", di infaticabili stalloni, di quelli che ti spingono la testa in giù, di quelli che ci vuole mezz'ora a farglielo drizzare la prima volta e poi non si fermano più, di timidoni che si dimenticano di avere anche le mani, beh insomma le solite cose di donne che poi a un certo punto si arriva a parlare di misure.
E giù a fare i nomi dei microcefali, di quelli che quasi non ti accorgi quando sono dentro o quando sono fuori, di quando dici "spingi" e poi ti rendi conto che più di così non ce n'è, di quelli che una mano è troppo grande ma che sono fondamentali per la tua iniziazione ai rapporti anali. E poi il contrappasso. Silvia che racconta della sua esperienza con un superdotato orgogliosissimo: "Che quando l'ho visto ho pensato, e dove me lo metto questo?". E noi: "Ma grande quanto?". Immaginate Silvia che tira fuori una busta di cetrioli dal frigo, sceglie il più grosso, lo avvicina alla bocca per ricordare meglio e dice: "Ecco circa così!". E noi a ridere, a chiedere, a provare il cetriolo con la bocca e raccontare poi della nostra esperienza col più grosso che ci è capitato. Insomma elucubrazioni sul cazzo ideale finche Caterina non sbotta: "Posso dire una cosa?".
"Il cazzo di A era perfetto. Forma, misura, colore. Quando penso a un cazzo per masturbarmi, anche se non penso mai a lui, è l'immagine del suo cazzo che vedo. Perfetto". Con aria trasognata Caterina mi guarda in cerca di conferme. Anche Silvia si gira e mi guarda.
Un anno e mezzo di relazione con A. Un casino. Sono passati sei anni. Lo avevo quasi completamente dimenticato, recupero la memoria e faccio: "Merda! Era un capolavoro quel cazzo."
A quel punto Silvia inizia a fare domande per mezz'ora e tira fuori tutti i cetrioli dalla busta...
Niente da fare, nulla a che vedere.
EVA





